Le mie immagini e le mie teorie anche su PubMed: ma senza il mio nome, senza la mia voce.
È curioso come la cosiddetta “Bibbia” della medicina moderna — la National Library of Medicine — ospiti oggi, nei propri archivi, un articolo che mostra una delle mie immagini originali. Un’immagine che nasce da decenni di ricerche, sperimentazioni sul campo, prove ed errori, e soprattutto dalla comprensione profonda dei principi fisici e meccanici che regolano il corpo umano e la sua postura.
Sì, avete letto bene: la mia immagine, creata da me, esposta in un contesto scientifico internazionale — senza nemmeno la cortesia di citare la fonte. Senza nemmeno la correttezza di studiare e riportare i fondamenti reali su cui quell’immagine si basa.
Non è la prima volta che i miei studi vengono osservati, analizzati, copiati, adattati e talvolta storpiati. Ma quando un’istituzione come PubMed raccoglie contenuti di terzi senza verificarne la paternità e li pubblica a corredo di teorie “ispirate” — allora la questione non è più soltanto accademica, bensì etica.
Nessun diritto di replica, nessun contatto, nessuna licenza d’uso. Solo appropriazione. Eppure, chi scrive di postura, catene muscolari e correlazioni con l’occlusione dovrebbe sapere bene che ogni principio divulgato in quell’articolo deriva da concetti e metodologie di lavoro che ho reso pubblici da anni, con risultati clinici reali e pazienti reali.
Che valore ha un’immagine se la si decontestualizza? Che valore ha una teoria se chi la cita non ne conosce la logica, la ratio funzionale e le regole applicative? Nessuno. Un concetto isolato non cura nessuno, non raddrizza schiene, non ridà libertà di movimento.
Chi oggi legge quell’articolo sappia che quanto vi è rappresentato è frutto di una visione integrata che porta il mio nome, e che solo io — Maurizio Formia — posso spiegare, applicare, dimostrare.
La scienza vera non copia: studia, comprende, evolve e cita. L’etica vera riconosce il lavoro di chi ha innovato. Per rispetto di chi soffre, di chi cerca una risposta e di chi, da anni, viene da me a trovare sollievo là dove nessun altro l’aveva trovato.
Maurizio Formia