Ancora una volta mi trovo costretto a prendere posizione a tutela della mia ricerca, del mio lavoro e della mia immagine professionale.
Leggo, con crescente amarezza ma senza sorpresa, che sul sito ANDI dentisti-italia.it, a firma del dott. Leopoldo Maini, viene trattato l’argomento del mal di schiena in relazione all’apparato stomatognatico — argomento che, come molti sanno, è frutto delle mie scoperte originali e di una teoria che ho sviluppato, validato e divulgato con grande impegno personale, senza che nessuno prima ne avesse compreso la reale portata.
Non solo: sulla medesima pagina compare anche una fotografia di mia proprietà, utilizzata senza alcun consenso, né riferimento alla fonte, né autorizzazione formale. Ciò costituisce un plagio a tutti gli effetti, aggravato dall’uso improprio di materiali riservati.
Il dott. Maini, nello specifico, si limita a porre dubbi e a fare affermazioni generiche senza avere i protocolli operativi, senza alcuna formazione diretta sul mio metodo e senza essere minimamente ferrato su ciò che questa scoperta implica per la salute posturale e sistemica delle persone.
Questa non è ricerca, non è condivisione scientifica, non è collaborazione. È un tentativo di cavalcare un’intuizione altrui per trarne visibilità e autorevolezza, senza assumersi la responsabilità di fare studi veri, sperimentazioni vere, né di fornire risultati reali ai pazienti.
Ribadisco: chiunque tratti di mal di schiena correlato ai denti senza aver seguito i miei corsi, senza possedere le mie linee guida e senza la mia autorizzazione, propone solo una brutta copia della verità, che rischia di fare più danni che benefici.
Invito i lettori, i pazienti e tutti i professionisti seri a diffidare di chi utilizza concetti copiati male e immagini rubate. Il mio lavoro è documentato, dimostrato e difeso da anni di pratica, pubblicazioni, testimonianze e casi risolti.
Chi vuole saperne di più sulla vera correlazione tra occlusione dentale, postura e dolori cronici mi contatti direttamente o consulti le mie fonti originali.
Con fermezza,
Maurizio Formia